The North Face -Simone Moro and Denis Urubko: the first ascent of Nanga Parbat 2011/2012 (helmets airbrushed by Airbrushartstudio)


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TNF Simone Moro 1

 

Nature has been stronger once again. Simone Moro and Denis Urubko’s expedition to Nanga Parbat expedition has now come to an end and the first winter ascent of the Naked Mountain will have to wait for another day, as Moro and Urubko state clearly in their latest video dispatch. It’s been snowing for days on end and the weather forecast provided by Karl Gabl from Innsbruck proved bleak: after a short 36 hour break the snowfall and wind will continued all of next week. Which means that over 1.5 metres of snow are expected to fall in the short future.

 

TNF Simone Moro 2It’s clear therefore that in these conditions any attempt would simply be too dangerous, with gusts of wind at altitude reaching 130 km/h. According to Moro, the wind sounds like “the roar of 10 aeroplanes taking off.” In these prohibitive conditions turning back is evidently a wise decision, and the Polish expedition which shared Base Camp with them has opted to do just the same.

 

 

 

 

 

 

TNF Simone Moro 3

Talking about wind: “last night” Moro said “the gusts of wind reached 100 km/h at Base Camp. Some sheets used to protect our mess tent were destroyed, but on the whole it’s not too bad. The kitchen tent and the larder are protected by a stone wall which I got made (thank God).”

Moro, Urubko and expedition photographer and cameraman Matteo Zanga departed from Italy 51 days ago and established Base Camp beneath Nanga Parbat’s Diamir Face at 4200m on 3 January. During the last month Moro and Urubko set up three camps to reach 6600m, but ever since 27 January it has been snowing and storming.

 

 

TNF Simone Moro 5

As many will remember, the two alpinists had decided while on the mountain itself to try a new route via the line attempted by Messner and Eisendle in 2000. This ascends the left-hand side of the great Diamir Face and in order to climb this they were forced to navigate through the tormented glacier and above all traverse below the dangerous Kinshofer serac. The two alpinists had even discovered a way to bypass this route and obligatory danger… but now, with all the fresh snow and next week’s forecast, the mission would simply be impossible and too dangerous. Nature has won therefore, as the two state in the video.

 

 

simone moro (6)This too is a “beautiful” aspect of alpinism and Moro and Urubko have guaranteed that “the experience was fantastic!”

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Immagine anteprima YouTube

The North Face Nanga Parbat Winter Expedition – Farewell to Nanga Parbat

Nanga Parbat in inverno: fine della spedizione di Moro e Urubko

TNF Denis Urubko 1Oggi Simone Moro e Denis Urubko hanno comunicato la loro decisione di interrompere il loro tentativo di prima salita invernale del Nanga Parbat (Pakistan) lungo la parete Diamir a causa della perduranti pessime condizioni meteo.

E’ stata ancora una volta più forte la Natura. Così finisce la spedizione di Simone Moro e di Denis Urubko al Nanga Parbat: la prima invernale della Montagna Nuda, – come ci raccontano Moro e Urubko nel loro ultimo dispaccio video – dovrà aspettare. Da giorni sul Nanga Parbat nevica e le previsioni meteo di Karl Gabl da Innsbruck non danno speranza: dopo una pausa di 36 ore la tempesta di neve e vento continuerà anche per tutta la prossima settimana. Per il prossimo periodo quindi, si prevede una quantità di neve che potrà superare il metro e mezzo di altezza.

TNF Denis Urubko 2Chiaro che in queste condizioni sarebbe troppo pericoloso ogni tentativo. Senza contare che le raffiche di vento in quota raggiungono i 130 km/h con un boato che come ci spiega Moro sembra “il rombo di 10 aerei in decollo”. In queste condizioni è saggio desistere. Come del resto ha fatto anche la spedizione polacca che ha diviso con loro il Campo base.

 

 

 

 

TNF Denis Urubko 3

A proposito di vento “stanotte” racconta ancora Simone “abbiamo avuto vento con raffiche fino a 100Km/ orari al campo base. Alcuni teli che riparavano la tenda mensa sono andati distrutti, ma poca roba. La tenda cucina e magazzino sono riparati da muri perimetrali in pietra che avevo fatto costruire (grazie a Dio)”.

Ricordiamo che Moro, Urubko e Matteo Zanga, il fotografo e cameraman della spedizione, sono partiti 51 giorni fa dall’Italia. Il 3 gennaio hanno raggiunto il Campo base della parete Diamir del Nanga Parbat a quota 4200m. In un mese Moro e Urubko hanno allestito 3 campi raggiungendo quota 6600m. Poi però dal 27 gennaio ha iniziato la tempesta di neve che non ha mai cessato.

TNF Denis Urubko 4Come si ricorderà i due alpinisti avevano deciso sul campo di tentare la salita per una nuova via percorrendo la linea del tentativo effettuato da Messner e Eisendle nel 2000 che si sviluppa sul lato sinistro della grande parete del Diamir. Per far questo però erano costretti ad attraversare il tormentato ghiacciaio e soprattutto a passare sotto il pericoloso seracco della via Kinshofer. Una strada e un pericolo obbligato che Moro e Urubko avevano anche trovato la maniera di bypassare… ma ora dopo tutta la neve caduta, e quella prevista per tutta la prossima settimana, la missione sarebbe impossibile ovvero troppo pericolosa.

 

TNF Denis Urubko 5 Ha vinto la Natura dunque, come dicono nel video i due alpinisti. E anche questo è il “bello” dell’alpinismo e di questa esperienza che assicurano Simone e Denis: “E’ stata bellissima!”.